Vittoria strategica per lo Studio del Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani, che ha ottenuto dal Consiglio di Stato il rigetto dell’appello cautelare proposto da Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. contro un proprio assistito, primario operatore nel settore della componentistica ferroviaria.
Al centro della vicenda, l’impugnazione del provvedimento con cui RFI aveva disposto la sospensione della società dal proprio sistema di qualificazione, una misura dalle conseguenze potenzialmente letali per l’operatività aziendale.
L’ordinanza, emessa in data odierna dalla Quinta Sezione, non si è limitata a una semplice conferma della precedente decisione del TAR Lazio, ma ha ribaltato il proprio orientamento monocratico, accogliendo pienamente la tesi difensiva discussa in Camera di consiglio.
Il Collegio ha riconosciuto il valore e l’efficacia delle misure di self-cleaning adottate con tempismo e rigore dalla società assistita. I Giudici di Palazzo Spada hanno infatti messo in risalto, nella motivazione, l’adozione del Modello 231, l’allontanamento del personale coinvolto nei fatti, la piena trasparenza collaborativa con la stessa RFI e, non da ultimo, la positiva definizione di un parallelo procedimento penale.
Questa pronuncia rappresenta un’importante affermazione di un condivisibile principio di diritto: le sanzioni interdittive non possono prevalere automaticamente quando un’azienda dimostra concretamente di aver reciso i ponti con il passato, tutelando la propria integrità e la continuità operativa.
Il successo in questa delicata fase cautelare spiana ora la strada al giudizio di merito, che lo Studio affronterà forte di una doppia pronuncia favorevole.