Studio legale - Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani
Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani
Ex Ariston, Consiglio di Stato: cade parzialmente il vincolo d’interesse culturale.
04/01/2024
Il Consiglio di Stato ha parzialmente annullato il decreto con il quale il Segretariato regionale beni culturali della Calabria ha posto due anni fa il vincolo d’interesse culturale sull’area ex Ariston. In particolare, nella parte in cui includeva tra le aree vincolate gli immobili della omonima società e della signora Adriana Blotta. Il giudice d’appello ha accolto i due ricorsi riformando le sentenze di rigetto del Tar e dando di conseguenza il via libera, per quanto riguarda la Ariston srl, alla ripresa dell’iter per la realizzazione di un fabbricato di otto piani fuori terra al posto del vecchio cinema, sulla centralissima via Carpino. All’indomani della sentenza di annullamento, sulla vicenda è intervenuto con una nota il professore Saverio Sticchi Damiani del Foro di Lecce, il legale che ha impugnato la sentenza del giudice di primo grado per conto della Ariston srl. Scrive Sticchi…

“… il Consiglio di Stato adito, ha ritenuto di non condividere la decisione del giudice di prime cure e le motivazioni a sostegno riconoscendo, in primo luogo, che nel caso di specie il vincolo non è stato sorretto da alcuna valutazione complessiva da parte dell’Amministrazione procedente tanto che ‘la rilevanza archeologica del sito, complessivamente considerato, scaturisce da una valutazione essenzialmente congetturale che, peraltro, le relazioni tecniche di parte ricorrente smentiscono punto per punto’. Per le medesime ragioni, quindi, ha affermato sempre il Consiglio di Stato, l’Amministrazione è incorsa altresì in un evidente ‘difetto di partecipazione al procedimento’ non avendo, la stessa, considerato ‘gli argomenti tecnici elencati nelle relazioni di parte per confutarli o, più semplicemente, per confrontarli analiticamente con i dati tecnici acquisiti nel corso del procedimento istruttorio al fine di raggiungere una soluzione epistemologicamente attendibile’.

“Il giudice d’appello ha altresì riconosciuto come la relazione tecnica che l’amministrazione ha adottato a sostegno e fondamento del decreto di vincolo, abbia in realtà disatteso i criteri metodologici che lo stesso Ministero s’è dato nel disciplinare la documentazione catalografica necessaria per giustificare l’adozione del vincolo, tanto che ‘In definitiva, alla relazione tecnica denominata Ricerche archeologiche nel centro urbano di Crotone – area ex Ariston è stata attribuita un’impropria efficacia performativa di tutela archeologica, non essendo, allo stato, idonea a motivare il decreto d’imposizione del vincolo esteso alle aree di proprietà delle ricorrenti’.

“Da ultimo il Consiglio di Stato, nel riformare la sentenza del Tar Calabria, ha affermato l’erroneità del modus operandi dell’amministrazione per non avere ‘espressamente valutato la dimensione ed eterogeneità del comprensorio in questione che costituisce antecedente logico giuridico per l’estensione del vincolo archeologico alle aree in esso ricomprese’ in espressa violazione anche del ‘principio di economicità e proporzionalità dell’azione amministrativa in una materia che, incidendo sulla proprietà privata, richiede, ai sensi della normativa sovranazionale, il costante bilanciamento degli opposti interessi allo scopo di non pregiudicare irreparabilmente il diritto dominicale oltre il limite, figurativamente rappresentato, dall’interesse pubblico avuto di mira’.

“Conclusivamente, sulla base di tali articolate motivazioni, il giudice d’appello ha quindi accolto il ricorso in appello proposto dalla Società e per l’effetto, ha disposto l’annullamento del decreto di vincolo con riferimento alla particella di proprietà dell’appellante. Con l’ottenuto annullamento del vincolo imposto sulla proprietà della Società Ariston S.r.l. quindi sarà possibile, per quest’ultima, portare a termine il progetto di riqualificazione dell’area rispetto alla quale era già stata presentata apposita richiesta di permesso di costruire volta alla realizzazione di un edificio commerciale/residenziale”.

La società Ariston srl, ricordiamo, è subentrata due anni fa nella proprietà del vecchio cinema dopo averlo rilevato, insieme al terreno, da una parte degli eredi della famiglia Blotta. Oltre alla Ac 1931 srl ed alla Soseco srl, due società immobiliari che fanno capo, rispettivamente, all’ex assessore comunale di Crotone Arcangelo Curto ed al costruttore Francesco Pizzuti, ne fanno parte Francesco Maria Lagani ed il dottor Enrico Familiari dell’omonimo Centro radiologico.

Per il ministero della Cultura e le sue articolazioni territoriali, il nuovo anno è iniziato nel peggiore dei modi. La sentenza del Consiglio di Stato, ancorché parziale, rischia di compromettere la valorizzazione dell’area nell’ambito del progetto Antica Kroton, una delle poche ancora destinate, insieme a quella dello stadio ed a quella di località Acquabona che dovrà peraltro convivere con il nuovo edificio scolastico del Gravina di sopra, alla ricerca archeologica.
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