Con sentenza n. 593 del 27.01.2025, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione dei giudici di prime cure di annullare il provvedimento di informazione interdittiva antimafia emesso nei confronti di un’impresa operante nella provincia di Reggio Calabria, adottato sul presupposto che il pericolo di contaminazione mafiosa derivasse dal legame di parentela con un soggetto condannato per reati di mafia e da sporadici controlli effettuati a carico dell’interessato con soggetti pregiudicati.
Il Collegio, accogliendo le tesi difensive del Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani e dell’Avv. Giovanni Montalto, ha chiarito come nell’esercizio dei suoi poteri la Prefettura non debba limitarsi alla “mera allegazione, quale presupposto per la configurazione del pericolo di infiltrazione, di un fatto dotato di astratta rilevanza indiziante” dovendosi invece prestare attenzione alla “valutazione critica – pur nel contesto del richiamato criterio probabilistico – del significato concreto attribuibile ad un fatto specifico”.
In particolare, il Consiglio di Stato ha rilevato, sotto il profilo parentale, che debba distinguersi “ai fini prognostici che qui rilevano, fra la sfera personale in quanto tale, e in quanto occasione di implicazioni e relazioni ulteriori, potenzialmente proiettate (pur secondo un criterio probabilistico) nella dinamica dell’attività economica ovvero, anche indirettamente, di quella criminale”.
Rispetto alla rilevanza dei controlli di polizia che testimoniano della conoscenza e della frequentazione fra soggetti ha precisato come il mero controllo sia di per sé neutro dovendosi indagare le possibili causali alternative delle frequentazioni.
Tale orientamento conferma l’obbligo per le Prefetture di avviare istruttorie approfondite, circostanziando e motivando con puntualità i fatti che provino una reale connessione con gli ambienti mafiosi, dovendosi escludere l’emissione del provvedimento interdittivo nei casi in cui i contatti siano fisiologici, come nel caso di specie, per il particolare contesto sociale-lavorativo di riferimento.