Con la sentenza n. 19513/2025 il TAR per il Lazio ha accolto il ricorso patrocinato dal Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani per conto di un'importante società operante nel settore della manutenzione ferroviaria, annullando il provvedimento con cui Rete Ferroviaria Italiana (RFI) aveva disposto la sospensione dell'impresa dal proprio sistema di qualificazione.
La complessa vicenda, originata dalla condotta illecita di un singolo dipendente, ha posto al centro del dibattito giuridico i limiti della responsabilità aziendale e la corretta applicazione dei principi di proporzionalità e self-cleaning nel diritto dei contratti pubblici.
Il Tribunale, condividendo appieno le tesi difensive della ricorrente, ha rigettato l'automatica traslazione della colpa dal dipendente all'impresa, escludendo la sussistenza di una culpa in vigilando in assenza di pregressi “indici di allarme”.
Di particolare rilievo è il pieno riconoscimento da parte del Collegio dell'efficacia delle misure di self-cleaning adottate dalla società. Il TAR ha, infatti, giudicato l'immediato licenziamento del responsabile e la tempestiva adozione di un Modello 231 come misure “tempestive” ed “efficaci”, idonee a ripristinare l'integrità e l'affidabilità dell'operatore.
La sentenza, che consolida il diritto dell’operatore al mantenimento dei contratti in essere, costituisce un'importante affermazione del principio secondo cui la reazione proattiva e collaborativa dell'impresa deve essere adeguatamente valutata, impedendo l'applicazione di sanzioni sproporzionate che colpiscono l'intera struttura aziendale per la condotta isolata di un singolo.